Natale: Quando le Tradizioni Diventano un Incubo Culinario

Ogni anno è la stessa storia. Arriva dicembre e io so già che dovrò sopravvivere a tre giorni di torture gastronomiche travestite da "tradizioni di famiglia". E ogni anno mi chiedo: ma proprio io dovevo nascere in questa famiglia di amanti del pesce spinoso e della carne dura come suola di scarpe?

Il 24 dicembre inizia il calvario. Pesce, pesce e ancora pesce. Va bene, la pasta è buona, non mi lamento. Ma poi arriva il secondo e con lui l'incubo: pesci pieni di spine che devi stare mezz'ora a dissezionare come se fossi in sala operatoria. Io che già da piccola avevo la repulsione per queste cose, figuriamoci adesso che sono cresciuta e il disgusto si è solo intensificato. Provo ad accennare che forse potremmo variare, e subito arrivano gli sguardi di disapprovazione. Come osi mettere in discussione LA TRADIZIONE?

Il 25 è il turno dell'arrosto. Mia madre lo fa ogni anno, e ogni anno è duro. Non capisco proprio: è un mistero della fisica? Una maledizione? Perché continuare a farlo se il risultato è sempre lo stesso mattone immangiabile? Le lasagne si salvano, quelle almeno sono buone. Ma la sera? Avanzi. Perché sprecare energie quando puoi riciclare il disastro del pranzo?

E poi arriva il 26, il gran finale: brodo di pollo o vitello con la stracciatella. Sì, ammetto che la stracciatella non è male, ma non è esattamente ciò che definirei il mio piatto preferito. E il bollito? Indovinate? Duro pure quello. È come se mia madre avesse un talento particolare nel rendere immangiabile qualsiasi cosa richieda una cottura prolungata.

Ho provato a suggerire alternative, qualcosa di semplice, commestibile, che non richieda un'assicurazione dentale prima di essere consumato. Ma no, parlare di cambiamento è eresia. Tutti si indignano come se stessi proponendo di abolire il Natale.

Quindi ogni anno mi ritrovo a contare i giorni, a sopravvivere a questi pranzi e cene forzati, sognando il momento in cui avrò la mia casa, le mie regole, il mio menu. Quel giorno farò esattamente come mi pare, e vi garantisco che pesce con le spine, arrosti duri e bolliti non entreranno nemmeno dalla porta.



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